Analisi post-gara con l’athlete manager Thomas Long.
“Anche se non partiva tra le principali favorite al suo primo ultra, ero convinto che Maddy avrebbe lottato per la vittoria. La sua preparazione è stata eccellente: una ricognizione rigorosa, una strategia di gara definita nei minimi dettagli, ma soprattutto una forza mentale fuori dal comune. In eventi come la 560, tutto si gioca sulla capacità di restare lucidi, evitando cali importanti. In questo contesto, la positività e lo spirito combattivo di Maddy sono la sua arma più grande.”
“La sua gara non avrebbe potuto essere più lineare: dopo una partenza veloce, ha gestito le prime grandi salite dei Pirenei per trovare il proprio ritmo, recuperando posizioni e portandosi progressivamente verso la testa. Ha poi sfruttato al meglio l’esperienza della ricognizione notturna, facendo davvero la differenza nel buio e presentandosi al mattino successivo con un vantaggio ormai incolmabile.”
“Quando abbiamo accolto Maddy a inizio stagione, ci aveva detto di voler fare un salto di qualità anche dal punto di vista tecnico — ed è diventato subito un focus centrale della nostra collaborazione. È quindi molto significativo vedere questo percorso concretizzarsi: ha gareggiato con le calze Areo e con il prototipo del gravel skinsuit, due elementi che prima di entrare in Q36.5 non aveva mai utilizzato. Di fatto ha corso solo con la skinsuit, senza base layer e senza ricorrere a shell in nessun momento.”
“Mentre Maddy costruiva la sua azione vincente nella 560, Alexis e Maaike erano in lotta per una top 10 nella gara da 200 km, fino a quando crampi e un paio di piccole cadute per Maaike le hanno fatte scivolare appena fuori. Per Cassia, invece, il finale ha dato segnali positivi sulle gambe, anche se con la consapevolezza che una strategia diversa avrebbe potuto fare la differenza. Continuiamo a ricercare e osare in vista della prossima Traka.”
“Uno dei pilastri del progetto Q36.5 Women’s Off-Road è lavorare con atlete che vogliono evolvere anche dal punto di vista tecnologico. Offrire loro accesso a un livello di equipaggiamento e supporto tecnico mai sperimentato prima, collaborando in modo diretto allo sviluppo della nostra proposta specifica per il mondo femminile e gravel. In questo senso, la Traka — per i risultati ottenuti e per la qualità dei feedback ricevuti in tempo reale dalle atlete impegnate con la nuova skinsuit — rappresenta perfettamente ciò che questo progetto significa per Q36.5.”